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Giovanni
Alfredo Cesareo Il poeta a cui è dedicata la nostra scuola |
Giovanni Alfredo Cesareo (Messina, 24 gennaio 1860 - Palermo, 7 maggio 1937) è stato un poeta, professore, saggista, critico letterario, drammaturgo e senatore italiano. Dopo la laurea ottenuta a Messina, si trasferisce a Roma, dove insegna nelle scuole medie. Nel 1895 partecipa al concorso per la cattedra di letteratura italiana all’Università di Messina ma per l’opposizione del Giosuè Carducci, non l’ottiene. Il 4 dicembre 1898, sempre dopo una dura polemica col Carducci, vinse la cattedra all’Università di Palermo. Successivamente diventò preside della facoltà di Lettere e filosofia. Nel 1910 diventa socio attivo dell'Accademia di scienze, lettere ed arti di Palermo (di cui diventa presidente nel 1922). Nello stesso anno entra a far parte del Consiglio superiore della pubblica istruzione (fino al 1923). È stato anche socio corrispondente dell'Accademia della Crusca. Viene nominato senatore il 18 settembre 1924, durante il governo di Benito Mussolini, carica che ricoprirà fino alla morte. Pubblica Sotto gli aranci, poesie con prefazione di Mario Rapisardi, Poesie e Saggi di critica sulla poesia, cui seguì un’altra raccolta di versi, Le occidentali (Torino, Triverio, 1887). Delle sue opere successive sono da citare
Altri saggi nella sua maturità: Metodo alla critica militante, Gaspara Stampa, Giovanni Meli, Studi e ricerca sulla letteratura italiana. Infelici invece le sue opere teatrali, La sua Francesca da Rimini fu definita da Gabriele D’Annunzio, «Francesca da ridere»; Mafia, La Sanfelice e La Morta non ebbero successo. È stato nel suo tempo un grande maestro di critica letteraria e un poeta notevole.
arcana che in questo silenzio dei campi t’effondi arcana qual onda di sogni, d’amari rimpianti, arcana è l’ora che l’ombre si fanno maggiori arcana divina è la pace che piove da’ cieli: arcana ma erede d’oscuri misfatti che sento vana campana che muori nel vento.
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